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Sclerosi Multipla

La sclerosi multipla (o sclerosi a placche) è una malattia  cronica neurologica che attacca il sistema nervoso centrale.
Si tratta di una patologia autoimmune, cioè legata ad un’alterazione del sistema immunitario che risponde reagendo contro costituenti propri dell'organismo, sostanze scambiate per agenti esterni pericolosi e quindi, in definitiva, contro i tessuti dell’organismo: nel caso della sclerosi multipla il sistema immunitario colpisce e danneggia la mielina, proteina del sistema nervoso centrale che costituisce una guaina di rivestimento dei neuroni ed agisce come isolante impedendo la dispersione dell'impulso elettrico ed assicurando così una conduzione efficiente degli impulsi nervosi. I processi infiammatori quindi provocano una rallentata trasmissione degli impulsi elettrici lungo il cervello e midollo spinale.

Le aree in cui la mielina è stata danneggiata vengono anche dette placche. Ad essere maggiormente colpite sono le persone sotto i 50 anni ed in maggioranza di sesso femminile.
I sintomi sono caratterizzati da una certa variabilità essendo legati alla localizzazione dei focolai infiammatori.
Negli stadi iniziali la sclerosi multipla si manifesta spesso con  problemi di minzione e con un’ offuscamento della vista di un occhio (neurite a carico del nervo ottico) che tende a regredire insieme con l’infiammazione; con il progredire della patologia i sintomi consistono in uno sdoppiamento della vista, perdita di equilibrio (la patologia aggredisce i nervi vestibolari),  problemi di coordinamento dei movimenti, per problemi a livello cerebellare, spasticità muscolare e paralisi.
Altri sintomi: perdita della sensibilità al tatto, dolori muscolari, perdita di controllo dello sfintere, attacchi epilettici, astenia, problemi di concentrazione, disturbi  di ritenzione mnemonica a lungo termine e a livello cognitivo fino a forme di demenza.

La sclerosi multipla è caratterizzata generalmente da redicive e remissioni: in pratica si verifica spesso un alternarsi di attacchi acuti seguiti da quiescenze della patologia. Un’elevata frequenza delle riacutizzazioni caratterizza la forma secondariamente progressiva, mentre nella meno diffusa variante primitivamente progressiva i sintomi aumentano gradualmente senza dar luogo ad un vero e proprio attacco.
Nel circa 5-10% dei casi la patologia assume una forma maligna portando la  persona ad una condizione di totale  disabilità nell’arco di poche settimane.
Tale variante è tuttavia quella più rara.

I trattamenti, mirati agli episodi acuti, sono basati sull’impiego di corticosteroidi ad alto dosaggio concentrati in un breve tempo e su immunomodulatori (beta-interferoni, molecole dall'organismo stesso che regolano le risposte immunitarie, o il Glatiramer Acetato) per ridurre l'intensità della reazione del sistema immunitario.
Il ricorso a farmaci immunosoppressori (azathioprina, metotrexato, mitoxantrone, ciclofosfamide) ad azione bloccante la replicazione cellulare è indicato in casi di sclerosi multipla con progressione rapida e disabilitante che non rispondono in modo soddisfacente ad un farmaco immuno-modulatore.
Altri trattamenti a base di cellule staminali autologhe, iniettate nel liquido attorno al midollo spinaleo o per via intravenosa, hanno evidenziato un sensibile miglioramento delle funzioni motorie e sensoriali di diversi pazienti, mentre allo stato attuale non è stato tuttora ottenuto alcun risultato significativo in termini di rallentamento della progressione della patologia.

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