Morbo di Alzheimer
Il morbo di Alzheimer è la più comune causa di demenza progressiva invalidante che si manifesta in prevalenza in soggetti anziani.
Le cellule nervose della corteccia cerebrale vengono progressivamente distrutte a causa del deposito tra i neuroni di una proteina, la betamiloide, che fa da collante, inglobando placche e grovigli "neurofibrillari". A seguito di tali modificazioni cerebrali il neurone non riesce più a trasmettere gli impulsi nervosi fino alla morte.
Tale processo degenerativo si riflette sulle capacità di apprendimento, mnemoniche, di linguaggio e di giudizio: negli stadi iniziali il malato di Alzheimer presenta un deficit mnemonico che si accentua con il progredire della malattia, quando ad esso si aggiungono altri sintomi quali afasia, disturbi della personalità, disorientamenti sul tempo, persone e luoghi.
Si tratta di una patologia che colpisce in prevalenza soggetti di sesso femminile e rappresenta più dell80%, a livello di incidenza, delle forme di demenza. Il decorso va dai 7 ai 10 anni.
Diversi trattamenti sono volti a modulare per via farmacologia i meccanismi patologici che sono alla base del morbo: in particolare si cerca di ripristinare a livelli fisiologici l' acetilcolina, il neurotrasmettitore carente nel cervello dei malati di Alzheimer, o si ricorre a inibitori della colinesterasi, l'enzima che distrugge l'acetilcolina.
Altri percorsi puntano sullo sviluppo di un vaccino capace di contenere la produzione di b-amiloide che è il peptide che si aggrega a formare le placche.
Tra i trattamenti di tipo non farmacologico sperimentati ad oggi la terapia di orientamento alla realtà (ROT), consistente nel sottoporre il malato a stimoli di diversi natura, è quella nella quale vengono riposte maggiori speranze sebbene attualmente non risulti di grande efficace se non in combinazione con terapie di tipo farmacologico: tale.
Infine una speranza arriva dalluso delle cellule staminali che, integrate, possono trasmettere impulsi e ripristinare anche le attività metaboliche evitando i fenomeni infiammatori che in genere contribuiscono alla progressione delle malattie neurodegenerative.